mercoledì 30 maggio 2012

Sono cresciuta con il calcio...

Sono cresciuta con il calcio. Il calcio è parte della mia infanzia, il calcio è mio padre ed io che guardavamo i Mondiali di calcio dell'82 insieme, esultando per quei momenti memorabili impressi nella mia memoria. Il calcio sono le domeniche con papà allo stadio, con i panini e i ricordi, i racconti di lui che ci ha portato la suocera e la madre! Il calcio sono quei giocatori come Falcao, Pruzzo, Conti e lo scudetto vinto il giorno della mia comunione quando tutti i miei invitati più che a Dio pensavano a festeggiare la Roma! Il calcio è il mio papà eroe, bellissimo, atletico con i baffi e un fisico scolpito che si mangiava il campo avanti indietro, senza fatica, come un supereroe. Il calcio è la saggezza di mio padre che è stato sempre un esempio di sportivo e di tifoso. Ed oggi di fronte a questo calcio, non trovo continuità. Non trovo ragione d'essere. Non trovo niente. Questo, quello italiano, non è calcio. Allora ritorno nel mondo della fantasia. Il campionato ufficiale si ferma. Lo stadio Olimpico però è aperto, sugli spalti tante famiglie, con i panini e il caffè Borghetti. Calcio d'inizio! Ma chi è che gioca? Ragazzi normali. Si perchè per cinque anni tutti gli italiani hanno deciso di consegnare gli stadi ai cittadini. Giocheranno solo i migliori, con nomi sconosciuti.

Marilena Checchi

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martedì 22 maggio 2012

A Parma gli italiani non hanno scelto un Sindaco, ma un paese diverso

 Bisogna dirlo, come dice Bersani, senza se e senza ma, stavolta il "boom" si è sentito, anzi c'è stato proprio il "botto". 
A Parma, con un voto plebiscitario, il nuovo sindaco è un cittadino, un lavoratore, un uomo che senza il Movimento5Stelle, probabilmente, anzi sicuramente non sarebbe mai divenuto sindaco, un cittadino che i "vecchi" partiti non avrebbero mai messo alla guida di una città, così tristemente segnata da giochi di potere. 
Bisogna dirlo, senza se e senza ma, a Parma l'Italia non ha scelto un sindaco, ha scelto bensì una nuova Italia, un nuovo modo di fare classe dirigente, un nuovo modo di amministrare la roba pubblica. 
A Parma, bisogna dirlo, senza se e senza ma, i cittadini non hanno scelto tra due futuri sindaci, si sono invece pronunciati tra il dire ed il fare, tra l'apparire e l'essere, tra il promettere e il mantenere, tra il servire ed il farsi servire. 
A Parma, bisogna dirlo, senza se e senza ma, gli italiani hanno scelto un volto nuovo, un volto comune, un volto pulito alle tante soubrettine strapagate con i soldi dei contribuenti, alle tante volgari scenette tv, agli sperperi pubblici, alla disonestà, alla diseguatezza, alla non competenza, ai tanti diti medi alzati, alle tante urla, agli odiosi "non rispondo" alle domande dei giornalisti. 
Venti anni di "non governo", venti anni di "non interessi" comuni, venti anni di tante vergognose opere individualiste e interessi di parte sono caduti ai piedi di un ragazzo, un manager, un cittadino, divenuto sindaco di una città con soltanto 6.500euro di autofinanziamento. 
A Parma, bisogna dirlo, senza se e senza ma, che l'albero della cuccagna per i nostri "vecchi" politici è finito e che da oggi, inizia un tempo nuovo, una nuova pagina di storia, che loro per la loro ineguatezza, non riscriveranno.

Stay Hungry, Stay Foolish
See you soon

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domenica 20 maggio 2012

Vent'anni dopo, alla vigliaccheria non c'è mai fine.

Melissa, questo il nome della sedicenne che per colpa della ferocia vigliaccheria infame dell'autore o degli autori del vile attacco a Brindisi, alla scuola Morvillo Falcone, non avrà più la possibilità di veder realizzati i suoi sogni. 
In tv, alla radio, sulla stampa, non si risparmiano ora parallelismi tra oggi e vent'anni fa, stretegie del terrore, terrorismo, malavita, mafie, e chi più ne ha più ne metta. 
L'unica vera cosa è che oggi, una sedicenne che aveva tutto il diritto di vivere e realizzare i propri sogni, non c'è più, la sua famiglia vivrà per sempre nel lutto più orribile per un genitore. 
Non esiste teoria o parallelismo che tenga, non esiste ragionamento che basti. 
Ciò che più impressiona però è il fatto che oggi a differenza di vent'anni fa, divampano nei canali informativi più disperati, sospetti, dubbi, accuse verso tutto e chiunque. 
A differenza di vent'anni fa, oggi persino lo "Stato" o meglio alcuni elementi deviati dello "Stato", secondo una parte dell'opinione pubblica, potrebbe essere colpevole di una qualche colpa, di una qualche orribile ferocia. 
Muore una sedicenne, figlia di quell'Italia che avrebbe dovuto difenderla, valorizzarla, garantirle ogni genere di felicità e di diritto alla vita, muore una sedicenne che sarebbe potuta essere la figlia, la sorella, l'amica di ognuno e ognuna di noi e l'unica cosa che questa morte dimostra con fredda certezza è che l'Italia in cui questo vile e agghiacciante gesto viene compiuto, non ha quasi imparato niente dei suoi errori, ed è più fragile, più debole, più intimorita di quella di vent'anni fa.
Lanciarsi in personali deduzioni, in questo momento, alimenta solo una folli e inverosimili scenari possibili. Lasciar lavorare gli inquirenti e le autorità investigative, liberi da ogni pressione mediatica e/o politica, è oggi l'unica cosa giusta da fare. 
L'ultima forma di rispetto che possiamo e dobbiamo a quell'angelo sedicenne di nome Melissa è permettere che gli strumenti di quella democrazia che probabilmente ella stessa ha contribuito a difendere in quella scuola che tanto era divenuta simbolo di lotta al terrore e alla paura, possano identificare l'autore o gli autori di questa barbaria e assicurarlo alle maglie della giustizia, chiunque essi sia o siano.
L'ultimo augurio che ognuno di noi può farsi è che qualcuno si chieda, si risponda e faccia mea culpa sul perchè, vent'anni dopo, una parte di opinione pubblica,  nei possibili colpevoli, ora ipotizza anche pezzi dello stato.

Che tu possa volare tra gli angeli più belli, possa lassù trovare la gioia e la felicità che avresti avuto diritto di avere qui giù. 
Che tu possa li, tra le schiere degli angeli, realizzare quei sogni, che probabilmente questo mondo così tristemente grigio, non merita di vedere. 
Ciao Melissa.

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martedì 15 maggio 2012

Ballottaggi, M5S; Perchè Parma è così importante.

Una prima Caponetto, i vecchi partiti l'hanno già sofferta. Indipentemente da quello che succederà a  Parma. 
Ma perchè Parma è così importante, al punto tale che il TIME e la CNN hanno inviato alcuni loro rappresentanti. 
Parma può rappresentare la prima "breccia" nella muraglia fangosa creata dall'autorefenzialismo della "casta dirigente", l'elezione di un giovane cittadino, non un "politicante" ma un "cittadino politicamente attivo", ignoto al grande pubblico, preparato e con voglia di cambiare le cose, senza fondi pubblici, senza rimborsi, senza pubblicità televisive, senza poteri forti, senza leggi ad personam, che dal basso, con l'aiuto della "città" che ambisce ad amministrare diviene "rappresentante" oculato e responsabile della moltidudine di cittadini rappresentati. 
Parma è importante, fondamentale, non tanto e non solo per gli scandali finanziari e industriali che l'hanno negli ultimi anni resa nota a tutti, quanto perchè potrebbe rappresentare ancor di più del 20% raggiunto dal Movimento5Stelle alle amministrative, un punto di svolta, anzi "il" punto di svolta storico della politica italiana. 
Davide che vince contro Golia, senza nemmeno l'aiuto del "sassolino". Il cittadino che ritrova voglia e coscienza civica, si fa carico di problematiche e necessità collettive e si presta al servizio della comunità, consapevole che se avrà fatto un buon lavoro, alla fine del suo mandato, non avrà guadagnato ricchezze economiche, non avrà guadagnato viaggi gratis e cure termali, non avrà guadagnato posti in consigli d'amministrazioni ne tanto meno cariche pubbliche, avrà semmai guadagnato stima e rispetto dei suoi elettori e di tutti i cittadini rappresentati. 
Parma può rappresentare il risveglio o il declino dell'intero sistema paese, il punto di svolta dove gli italiani verranno chiamati a decidere se confidare in una politica vecchia e ben nota, oppure in un qualcosa di ignoto ma dall'aria di nuovo, ecco perchè malgrado in Italia, in tanti non ne abbiano sentito il "boom", la CNN ed il TIME, hanno inviato qualcuno ad ascoltarne l'eco.

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lunedì 14 maggio 2012

Crescita Economica, sono davvero indispensabile tante risorse?

Riunioni, meeting, conferenze, in questi mesi i nostri onorevolissimi, politicissimi, quando non impegnati ad occupare spazi televisivi, tribune elettorali o far finta di litigare in qualche talk show, si riuniscono per trovare soluzioni alla crisi, promuovere iniziative e riforme atte a innescare la ripresa economica. 
Fermo restando il paradosso di voler essere al tempo stesso causa e soluzione di un problema, il più delle volte, le "proposte" dei nostri onorevolissimi, si fermano ad affermazioni del tipo "c'è bisogno di una riflessione seria", i più tecnici e pratici, si spingono poi oltre azzardando frasi del tipo "occorre spostare risorse, recuperate all'evasione ed al taglio degli sprechi, riutilizzandole per far ripartire la crescita". 
Il buon vecchio principe De Curtis, in arte Totò, amava dire; e con questo ho detto tutto. 
Ma davvero occorrono tante risorse per far ripartire la crescita? E se pure fossero necessarie tantissime risorse, nel mezzo di averne a disposizioni, possibile non vi siano manovre, iniziative, riforme, leggi a zero investimento in grado di far ripartire l'occupazione, lo sviluppo, la crescita?

- 1° Proposta -
Sospendere per tutti i "giovani" imprenditori che aprono una nuova partita iva, legata ad un progetto imprenditoriale, la possibilità per i primi 24 mesi di non pagare gli oneri Inps ed Inail.
Il pagamento degli F24 relativi alle tasse, soltanto dall'anno solare successivo alla prima fattura. Il fine è quello di promuovere e incentivare l'apertura di nuove realtà imprenditoriali, contrastando le "paure" di non riuscire a far fronte alle spese "burocratiche" nella fase di start up.
Questa proposta, che permetterebbe allo stato di incentivare il lavoro e l'apertura di nuove realtà imprenditoriali, non avrebbe costi di nessun genere, ne perdite di "incassi", permetterebbe però a tanti giovani diplomati e laureati, invece di "vagare" nelle file già colme dei tanti disoccupati e inoccupati, di promuovere commercio, impresa, finanza.

- 2° Proposta -
Mettere a disposizione delle realtà imprenditoriali, sportelli comunali, che possano indirizzare le giovani imprese, nel noleggio o nell'acquisto di proprietà immobiliare messe all'asta o magari persino in concessione dello stato.
Mettere a disposizione delle nuove realtà lavorative, immobili dello stato dismesse o inutilizzate, riconvertendole in capannoni industriali e/o uffici commerciali, a basso "costo" mensile, al fine di permettere a tante piccole realtà di fare impresa, interscambio, comunicazione efficace e vettoriale.

Queste, sono due semplici proposte, che potrebbero, condizionale d'obbligo, incentivare la ripresa economica e incentivare la crescita, senza risorse e senza investimenti da parte dello stato. Proposte semplici, banali, quasi ovvie.
Magari chissà, un giorno dopo mesi di discussioni "serie", riflessioni "profonde", indagini, studi, ricerche, qualcuno si lascerà guidare dalla fantasia e dalla semplicità e cominicerà a creare iniziative banali, che nella loro banalità, possono talvolta funzionare.
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domenica 6 maggio 2012

Amministrative; rivoluzione o rassegnazione? Chi ha voglia di dire "Basta" lo faccia oggi o taccia per sempre.

Vota Antonio, Vota Antonio ricorreva ripetere la caricatura "totòniana" dell'italiano medio. 
Le amministrative 2012, possono rappresentare il punto di svolta decisivo, il muro di "gomma" abbattuto e infranto. 
I partiti le temono al punto tale, da aver rinviato qualsiasi appuntamento politico legislativo, per  concentrarsi, pur consapevoli che ormai è troppo tardi, su questa "chiamata alle urne" sintesi democratica di una "chiamata alle armi" che il popolo italiano ha l'opportunità di cogliere. 
Oggi i milioni di lavoratori, precari, ricercatori, disoccupati, avranno l'opportunità di urlare la propria voce, esprimere il proprio dissenso, usare tutto il proprio potere "esecutivo" per sfrattare dalle istituzioni, seppur locali, quei politici, quei dirigenti, quei governanti che mal hanno risposto a malumori, problematiche, insofferenze dei cittadini governati. 
Oggi l'Italia deciderà se far nascere e vivere la sua "primavera araba", se dar voce o meno con atti pratici e concreti alla propria delusione, alla propria insoddisfazione, alla propria voglia di cambiamento. 
In Italia, oggi e domani si vivrà un punto di svolta, che sia in positivo o negativo, sarà un punto di svolta.  
Gli italiani saranno chiamati a decidere del loro futuro, saranno chiamati a controbattere con l'esercizio del proprio diritto a votare, le tante polemiche, nefandezze, bugie e controversie create dalla propria "casta politica".
Oggi l'Italia, gli italiani hanno la possibilità di scegliere tra "mozzi da parlamento", ballerine di lapdance, consiglieri da circolo dei fessi ed una nuova classe dirigente. 
Oggi l'Italia e gli italiani, hanno la possibilità di dire no alle raccomandazioni, alle mignottine da cabaret, alle battute infelici, all'ipocrisia di destra e alla falsità di sinistra, alle ingiustizie sociali.
Oggi l'Italia e gli italiani avranno la possibilità di scegliersi delle istituzioni dove non verranno negate le autorizzazioni a procedere nei confronti dei propri autoprotetti-eletti, dove non verranno elette ragazzine in minigonna, ragazzotti in salsa rozza, la possibilità di scegliersi una classe politica fatta di facce nuove, merito e levatura morale, piuttosto che cafoneria, indecenza e inadeguatezza allo stato puro.
Oggi l'Italia e gli italiani, hanno la possibilità di dire no alle pensioni d'oro, ai privilegi della casta, agli sprechi della spesa pubblica, alle troppe auto blu ed ai troppi incarichi superpagati. 
Oggi l'Italia e gli italiani, hanno la possibilità di ridisegnare un paese nuovo, fatto di equità, giustizia, senso del dovere, morale pubblica ed educazione civica, lo avrà con il proprio consenso o dissenso ai tanti volti noti della politica, che da tempo, troppo tempo sovrastano un Italia che non li desidera più. 
Oggi l'Italia e gli italiani, avranno la possibilità di sposare un mondo nuovo e desideroso di cambiamento, oppure giacere per sempre nel limbo della rassegnazione. 
Chiunque abbia voglia di dire "basta, io non ci sto" lo faccia oggi, oppure taccia per sempre. 

Stay Hungry, Stay Foolish
See you soon. 

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